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Campi Flegrei


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  • Latitudine
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  • Elevazione
  • Italia
  • Caldera

  • 40.827° N
  • 14.139° E
  • 458 m


Descrizione


I Campi Flegrei costituiscono un'enorme caldera vulcanica, ovvero una depressione di forma circolare, con un diametro di ben 15 km situata nel golfo di Pozzuoli.
L'aggettivo Flegrei deriva dal greco e significa "brucio" e in effetti nella caldera ci sono almeno 24 edifici vulcanici e tantissimi crateri, alcuni dei quali ormai non sono più riconoscibili o sono sprofondati in mare.


Addirittura a Pozzuoli il lago d'Averno, situato all'interno di un cratere vulcanico, nell'antichità era considerato da greci e romani come uno dei luoghi d'accesso per gli inferi a causa dei gas vulcanici letali provenienti dal lago.

Considerando le incredibili dimensioni e l'enorme camera magmatica, molti scienziati non definiscono i campi flegrei come un semplice vulcano bensi come un vero e proprio supervulcano.

Negli ultimi 42mila anni il supervulcano Campi Flegrei ha prodotto decine di eruzioni ma la più violenta è avvenuta circa 39mila anni fa.
Durante quell'eruzione le colate di lava e di materiale vulcanico raggiunsero aree lontante oltre 50 km, la cenere raggiunse i 40 km di altezza e in totale furono eruttati 150 km cubici di magma.

In pratica oltre 100mila volte il volume del colosseo.
Quindi immaginate centomila colossei uno sopra all'altro e avrete il volume totale di magma che fu eruttato in quell'occasione.
Questa eruzione tra l'altro ricopri quasi tutta la regione Campania con uno strato di tufo spesso in alcuni punti anche 100 metri!

La caldera dei Campi Flegrei si formò proprio al termine di quest'incredibile eruzione per via del collasso dell'edificio vulcanico a causa dello svuotamento della camera magmatica.
In poche parole al termine dell'eruzione la camera magmatica essendo ormai vuota non riuscì più a sostenere il peso sovrastante e ciò di conseguenza portò all'intero collasso dell'area !

Nel corso dei millenni poi la camera magmatica si riempì nuovamente di magma finchè 15mila anni fa non vi fu un'altra eruzione simile, che terminò con un nuovo collasso della caldera dei Campi Flegrei.

Quindi si tratta di un processo ciclico: il vulcano erutta, colassa formando una depressione ovvero la caldera, la camera magmatica si riempe, erutta e colassa nuovamente.
Questo processo in realtà è osservabile in altri vulcani presenti sul nostro pianeta come ad esempio il Santorini (in Grecia) o il vulcano Krakatoa (Indonesia), ma il problema in questo caso è che i Campi Flegrei si estendono su un'area vastissima e dispongono di una camera magmatica veramente enorme.


Il fenomeno vulcanico più evidente nei Campi Flegrei, nonchè in un certo senso anche il più caratteristico dell'area è il BRADISISMO.
Il bradisismo consiste in un periodico sollevamento o abbassamento del suolo, ad un ritmo abbastanza veloce per i tempi geologici ma cosi lento che l'uomo non avverte in prima persona la variazione di altezza del suolo ma riconosce il fenomeno in atto osservando ad esempio i cambiamenti lungo le coste del mare o gli edifici che emergono o vengono sommersi (come ad esempio il mercato romano di Pozzuoli).


bradisismo del mercato romano

(Mercato romano di Pozzuoli durante un abbassamento del suolo a sinistra e durante un sollevamento del suolo a destra)

Nel caso del bradismo dei Campi Flegrei dal 1600 al 1970 vi fu un abbassamento del suolo, mentre dal 1970 al 1985 venne registrato un sollevamento del suolo.
Pensate che solo dal 1970 al 1972 il suolo si sollevò complessivamente di oltre 2 metri.

In genere poi il bradisismo è accompagnato anche da una serie di terremoti di media - piccola intensità causati da microfratture che si formano nella roccia.
Infatti a tal proposito negli anni 80' (tra 82 e 84) oltre al continuo sollevamento del suolo furono registrate addirittura 10mila scosse, anche fino a 500 al giorno.
Talmente tanti terremoti che ormai si dava per certa un'imminente eruzione, che poi fortunatamemte non vi fu.


Per quanto riguarda invece le cause del bradisismo, fino a non molto tempo fa si pensava che il sollevamento o l'abbassamento del suolo fosse dovuto a variazioni di magma all'interno della camera magmatica...

In realtà oggi questa teoria viene messa in discussione perchè si può immaginare che una risalita di magma provochi effettivamente un sollevamento del suolo, mentre è impossibile pensare che l'abbassamento del suolo dipenda da una ridiscesa del magma, perchè una volta che il magma risale, questo sfocia in un'eruzione vulcanica oppure si raffredda e si solidifica (quindi è impossibile con tale teoria spiegare il fenomeno della subsidenza).


Invece secondo recenti studi il fenomeno del bradisismo potrebbe dipendere dal riscaldamento delle acque delle falde acquifere.
In parole povere se le acque delle falde acquifere entrano nel complesso vulcanico, vengono riscaldate dal calore del magma determinando l’accumulo di vapore nel sottosuolo.
Questo vapore, intrappolato nel sottosuolo, inizia ad esercitare una spinta verso l’alto e di conseguenza il sollevamento del suolo.
Invece l'abbassamento del suolo si verificherebbe quando le acque delle falde acquifere non sono più presenti nel complesso vulcanico, non sono più riscaldate dal magma e perciò non vi è alcun vapore che spinge verso l'alto.


teoria bradisismo

(Il fenomeno del bradismo dell'area dei Campi Flegrei dipenderebbe dalla presenza o meno di acqua freatica all'interno del complesso vulcanico)

Secondo questa recente teoria però la fase più pericolosa del bradisismo sarebbe durante i momenti di sollevamento del suolo, perchè qualora l'acqua presente nel complesso vulcanico venisse in contatto col magma ciò causerebbe una vera e propria eruzione vulcanica di tipo esplosivo (detta anche eruzione idromagmatica).

Purtroppo a partire dal 2006 è in atto un'importante fase di sollevamento, infatti solo dal 2014 il suolo si è sollevato di ben 31 cm.
Di pari passo anche gli eventi sismici sono aumentati, infatti nel 2018 sono stati registrati oltre 300 terremoti, praticamente il doppio rispetto allo scorso anno e secondo alcuni esperti la crisi bradisismica potrebbe evolvere criticamente come avvenuto negli anni 80'.

A dire il vero però bisogna dire che attualmente non vi è un vero e proprio rischio eruzione anche perchè se ci fosse avremmo segnali ancora più evidenti come un ulteriore aumento dell'attività sismica e cambiamenti nella composizione chimica delle fumarole vulcaniche presenti nell'area.
Nonostante ciò ,dal monitoraggio sismico, dalle deformazioni del suolo e dalle emissioni di gas, si evidenziano alcune variazioni nell'attività del vulcano.
Ed è per questo motivo che su una scala di 4 livelli di allerta, lo stato attuale del supervulcano Campi Flegrei corrisponde al LIVELLO GIALLO, ovvero livello di attenzione.



Campi Flegrei in 3D

Nell'Ottobre 2019 è stata pubblicata una ricerca su Nature, condotta dai ricercatori dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ov-Ingv) in collaborazione con l'università Federico II di Napoli, che ha permesso di ricostruire in 3D l'area dei Campi Flegrei e in particolar modo il vulcano Solfatara, la zona di degassamento di Pisciarelli e la piana di Agnano.

Attraverso la tecnica della "tomografia a resistività elettrica profonda (ERT)" si è finalmente riusciti ad ottenere un modello 3D dei primi 500 metri del sottosuolo del supervulcano flegreo.
Nello specifico è stato ricostruito il vulcano Solfatara appurando che si tratti di un maar, ovvero una cavità a forma di imbuto che costituisce un cratere formatosi a seguito di eruzioni freatiche o freato-magmatiche.
L'area di Pisciarelli è stata indagata scoprendo invece che i gas emessi hanno orgine a grandi profondità e fluiscono mediante un condotto attraversato da numerose faglie.


ricostruiti i campi flegrei in 3D

(estratto dall'articolo completo Ricostruiti i Campi Flegrei in 3D)



Tutti i parametri geofisici e geochimici sono in aumento

Secondo i risultati della ricerca pubblicati sul "Journal of Volcanology and Geothermal Research" il 15 Luglio 2019 (l'abstract è disponibile dal mese di Luglio, la versione completà uscirà con il volume di Ottobre) nell’ultimo anno in questa delicatissima area vulcanica si sarebbero registrate significative variazioni dei parametri geochimici e geofisici ed un’estensione della zona di degassamento.
Solo confrontando i dati geochimici misurati a partire dal 2014 con i campionamenti registrati negli anni precedenti e considerando la sismicità e le deformazioni del suolo, è stato possibile ricostruire l'andamento generale di tutti i valori misurati negli ultimi anni.

Dunque eccezion fatta per un'unica "pausa" avvenuta nel Giugno 2017 da qualche anno ormai si sta osservando un generale aumento di tutti i parametri geochimici e geofisici !
In particolare la variazione del flusso di CO2 che dal 2012 è addirittura aumentato del 300%.
I vulcani emettono gas mediante le classiche fumarole o attraverso un degassamento diffuso del suolo ma negli edifici vulcanici come i Campi Flegrei, dove vi è un sistema idrotermale tra la camera magmatica e la superficie, le emissioni gassose (nonchè anche gli altri parametri) possono essere causate sia dalla risalita di magma che da processi che interessano il sistema idrotermale.
Stando alla ricerca inoltre anche la pressione stimata per il sistema idrotermale dei Campi Flegrei, il sollevamento del suolo e la sismicità sarebbero in aumento.


L’evoluzione di tutti i parametri geofisici e geochimici potrebbe essere causata dalla risalita di fluidi vulcanici dal serbatoio magmatico dei Campi Flegrei (con conseguente pressurizzazione del sistema idrotermale).
Ovviamente non è la prima ricerca che mostra un trend in aumento dei vari parametri rispetto agli anni precedenti ma l'aspetto più interessante, nonché meritevole di maggiore attenzione, è che si tratta dei più alti valori registrati da quando è iniziata la crisi vulcanica dei Campi Flegrei nel 2005.


A questo punto la speranza è che la comunità scientifica possa chiarire e sopratutto quantificare il prima possibile il rischio di un'eruzione dei Campi Flegrei.
Non di un vulcano... bensi di un supervulcano che, a detta di alcuni scienziati inglesi, qualora esplodesse, come avvenuto migliaia di anni fa, potrebbe distruggere mezza Europa e cancellare del tutto il Sud-Italia !

Uno scenario veramente catastrofico ma che potrebbe realizzarsi solo in un futuro lontano.


In conclusione in questo video caricato su Youtube, realizzato dall'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia), è simulata un'eventuale eruzione Pliniana dei Campi Flegrei:





Fonte

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Campi Flegrei
mappa campi flegrei
rischio eruzione vulcani campi flegrei

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