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Il megatsunami della Baia di Lituya



Lo tsunami è tra gli eventi più catastrofici che la natura possa generare, muri di acqua che con violenza inaudita si abbattono lungo le coste causando danni ingenti e numerose vittime.


tsunami evento distruttivo


Impossibile ad esempio dimenticare il maremoto dell'Oceano Indiano che nel 2004, con onde alte 25-30 metri, strappò la vita ad oltre 230mila persone.
Da quel momento il termine "tsunami" divenne noto in tutto il pianeta e come effetto di un mondo globalizzato ben presto riuscì a imporsi nelle varie nazioni sostituendo tutti i possibili sinonimi esistenti in qualsiasi altra lingua.

Non un inglesismo qualunque bensì un termine giapponese comparso la prima volta nel 1611 per descrivere la devastazione generata dal terremoto del Sanriku e da micidiali onde alte ben 38 metri.
Il Giappone convive con tale minaccia da sempre, negli ultimi 400 anni è stato devastato a più riprese da almeno 17 tsunami, l'ultimo proprio nel 2011 quando a seguito di un violentissimo terremoto di magnitudo 9.0 furono prodotte onde anomale alte persino 40.5 metri di altezza !
Eppure di tutti i maremoti registrati lungo le coste del Sol Levante nel corso dei secoli, nessuna onda potrebbe mai reggere il confronto con ciò che avvenne il 9 Luglio 1958 in Alaska, nella remota Baia di Lituya, un gelido fiordo costituito da pareti estremamente ripide e scoscese lungo circa 14 chilometri.


baia di lituya fotografia aerea


Una baia affascinante ma ubicata a due passi dall'enorme "Fairweather", una lunghissima faglia trascorrente con un potenziale sismico elevatissimo e che pur essendo poco conosciuta al grande pubblico fu la causa del terremoto di magnitudo 7.8 che il 9 Luglio del 1958 interessò proprio la Baia di Lituya, dando inizio a una cataclisma circoscritto ma di proporzioni bibliche.


faglia fairweather


Il forte terremoto causò, indirettamente, la formazione di un vero e proprio MEGATSUNAMI, qualcosa al cui confronto i maremoti del 2011 o del 2004 sembrano essere state semplici increspature sulla superficie del mare.

La violenta scossa tellurica provocò il distacco di una colossale frana dalla parete situata sul fondo del fiordo: oltre 30 milioni di metri cubi di roccia, praticamente 300 volte la quantità di travertino utilizzato per costruire il Colosseo, si riversano nelle gelide acque della baia !

La mostruosa frana cadendo da oltre 900 metri di altezza diede vita a un'onda di dimensioni pazzesche i cui effetti, a distanza di 62 anni, sono ancora ben visibili in tutta la baya di Lituya.
Quasi immediatamente dopo l'impatto un megatsunami alto 524 METRI si abbatté sulla parete antistante sradicando alberi e uccidendo qualsiasi forma di vita.
Dopo il primo impatto violentissimo e difficile anche solo da immaginare, le onde furono mediamente alte 50 metri e pur perdendo potenza abbastanza velocemente il megatsunami fu comunque capace di travolgere l'intero fiordo in meno di 7 minuti terminando la sua folle corsa con "modeste" onde alte 10 metri.


altezza onde megatsunami


Fortunatamente il megatsunami interessò un'area disabitata e infatti oltre alla devastazione generale le onde distrussero tre pescherecci uccidendo due persone.

Come avrete capito il meccanismo di innesco è diverso rispetto ai classici tsunami prodotti dai forti terremoti, in quanto è la caduta di un enorme oggetto a generare moti ondosi colossali, come accaduto di fatto a Lituya o ad esempio anche in Indonesia - a fine 2018 - quando il collasso del vulcano Krakatoa causò la formazione di onde inizialmente alte tra 100 e 150 metri !
Anche il vulcano Marsili, situato sui fondali del Mar Tirreno, in caso di eruzione potrebbe collassare generando un'enorme frana sottomarina e onde anomale dirette verso le coste del sud Italia.
Qualcosa di simile, in maniera più limitata, potrebbe succedere anche con i Campi Flegrei qualora un'eventuale eruzione si verifichi nelle acque del golfo di Pozzuoli.


Sono eventi rari ma non impossibili, avvenuti molte volte in corrispondenza di vulcani esplosivi e fortemente instabili, nella Baia di Lituya o ad esempio tra i suggestivi fiordi dell'insospettabile Norvegia.

Ovviamente se dovessimo guardare ai danni e alle perdite umane il megatsunami della baia di Lituya, avvenuto in un'area disabitata, non è assolutamente paragonabile a quanto avvenuto in Giappone nel 2011 o peggio ancora al maremoto dell'Oceano Indiano verificatosi nel 2004.
A Lituya le onde, una volta raggiunto il mare, si esaurirono velocemente senza costituire alcuna seria minaccia ma ciò nonostante fu comunque un evento di grande importanza perchè costituì la prova dell'esistenza dei megatsunami.


baia di lituya distrutta


Provate solo a immaginare di assistere a qualcosa del genere, sarebbe incredibile e terribilmente spaventoso.
Qualcosa al quale è quasi impossibile sfuggire e che prima o poi si ripresenterà.
Come sempre è solo una questione di tempo.

In fondo alla pagina troverai una simulazione del megatsunami della Baia di Lituya.

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